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martedì 30 dicembre 2008

RIFORMA GERMINI: Cosa ne pensano gli studenti?

  • CHE COSA NE PENSI DEL “DECRETO GELMINI”?
  • QUALI CONSEGUENZE COMPORTERA’ SECONDO TE?
  • COME VALUTI LE PROTESTE DEGLI UNIVERSITARI CHE HANNO OCCUPATO LE SEDI DEGLI ATENEI?

"Penso sia una forma mascherata di dittatura. Imposizione di Ignoranza come strumento di controllo. Inoltre non credo che il clasicismo sia necessario in questo periodo. Le università umanistiche verranno soppresse (nessuna azienda è interessata a rivelare “Filosofia”), così come la libertà di insegnamento. La ricerca sarà finalizzata nel campo industriale. Inoltre le tasse universitarie potranno essere aumentati senza limiti dagli imprenditori, imponendo un classicismo scolastico che ormai sembra passato nel nostro Paese. Chi potrà permettersi di pagare rette esuberanti, solo i ricchi per i ricchi. Penso di non esagerare paragonando la nostra situazione al libro di Bradbury “Fahrenheit 451”: la nostra politica come incendiaria della nostra cultura.

--Ho preso parte a quasi tutte le iniziative delle ultime tre settimane, dalle riunioni qui a scuola ai sit-in al rettorato. Credo sia giusto creare disagio a chi ci toglie un futuro.Inoltre nessuna rissa causata da blocco studentesco a Roma, nessuna occupazione o manifestazione è sfociata nella violenza. Finalmente si sono svegliate di nuovo le conoscenze, sopite dal peso dell’indifferenza. Forse è vero come cantavano i Clash che “i bianchi vanno a scuola dove gli insegnavano a essere stupidi”. È ora di svegliare le nostre menti addormentate, perché creano di abolire lo spirito critico individuale a favore del consumo di massa e a uno spudorato conservatorismo del potere.”

(Diego Federico Porfiri)


“Penso che sia una buona riforma, perché purtroppo con la crisi finanziaria, si deve tagliare da qualche parte. Per noi del liceo non cambia praticamente niente. Quindi inutile lamentarsi se introducono musica, tutto fa cultura!

Le conseguenze saranno positive, certo qualcosa può venir meno, ma come studenti liceali non ci viene tolto niente.

Sono proteste disinformate; tutti parlano di “NOSTRA CRISI” ma non capiscono che è la NOSTRA CRISI, viviamo tutti in Italia, se succede qualcosa riguarda tutti NOI!”

(Ilaria Bommarito)


“Prima di tutto sono sconvolto dai tagli che verranno apportati al sistema scolastico. Sicuramente non è il grembiule che mi preoccupa e neanche il ritorno del voto in condotta, che forse sarà utile per combattere il fenomeno del bullismo. Ciò che mi preoccupa è invece il ritorno del maestro unico, con cui non sono affatto d’accordo: un maestro unico deve essere un tuttologo, deve conoscere dalla matematica alla musica, e i suoi allievi avranno una conoscenza superficiale di ciò che è alla base della loro vita di studio; la scuola elementare è sempre stata il punto forte della scuola italiana ed è stata modificata per la finanziaria di Tremonti, ministro dell’economia, mentre la scuola media, il punto debole della catena, non è stata toccata minimamente.

Riguardo l’università le tante proteste hanno mostrato a tutta l’Italia che non sono stati pochi a manifestare, ma tanti ragazzi, di ideologie diverse, si sono riuniti per far capire al governo che non siamo disposti ad accettare le loro condizioni.”

(Giacomo Canullo)


“Provvedimento affrettato e non adatto alle scuole perché associato ad una legge economica. È assurda la mercificazione del sapere.

Sarà una scuola di classe: scuola indirizzata a persone dotate economicamente. L’università verrà privatizzata.

Le proteste sono una positiva presa di coscienza. Come uno striscione del 7 Novembre: SI PROTESTA CON LA TESTA !”

(Giulia Casulli)


“Impostazione sbagliata, si presenta come un piano economico e pretende di stravolgere l’ordine scolastico tenendo conto solo della competitività economica della didattica, quasi fosse un’azienda privata.

Le conseguenze saranno disastrose dal punto di vista organizzativo: non ci sono sufficienti direttive su come attuarla per le scuole, che si troveranno prive di fondi e con P.O.F. assurdi; per fare un esempio pratico, mia madre, che insegna all’ I.T.C., non sa cosa dovrà dire agli alunni che si presenteranno all’orientamento per scegliere la scuola superiore dove andranno; essendo ancora in fase di conversione in legge, non si sa come il decreto ridurrà la sua scuola, probabilmente sarà accordata a un altro istituto tecnico, ma il governo non si preoccupa di dare un’informazione adeguata riguardo ciò. La scuola del futuro sarà sempre più portata a escludere le classi meno abbienti e gli immigrati: le famigerate classi ponte, la distruzione della scuola pubblica e il sovvenzionamento della privata ne sono la prova lampante.

Le proteste sono adeguate alla situazione, con un governo che fugge il dialogo e rettorati che a volte si mostrano asserviti al governo, è necessario usare queste forme di protesta. Bisogna però continuare a cercare il dialogo, l’occupazione non lo deve escludere, lo deve sollecitare proprio attraverso la protesta. Ci sono atenei che si stanno organizzando per far partire una riforma della scuola e dell’università dal basso, spero possano riuscire e spero di poter coinvolgere questo liceo in una nostra forma di protesta solidale a tutto il resto dell’onda.”

(Valerio Marconi)


“Decreto ormai legge. È un taglio troppo grave che non ha alcun fondamento pedagogico dietro, né volontà di cambiare in meglio l’istruzione.Un taglio economico appunto per le università. Per questo molti lo attribuiscono più a Tremonti che alla Gelmini. Riguardo la scuola invece ribadisco la mancanza di un riscontro pedagogico al passo con le moderne teorie più accreditate, ci sono molte mancanze - ad esempio non hanno rivisto nulla riguardo le scuole medie, che come sappiamo, sono gli anni più deleteri per la formazione dell’alunno italiano. Inoltre è scandaloso che non ci sia stato un confronto tra le parti, e soprattutto un coinvolgimento dei diretti interessati.

Le molto probabili conseguenze che prevedo sono una scuola arretrata, un’università per pochi. Sostanzialmente avremo meno soldi e spesi sempre male.

Sono molto vicina agli studenti universitari specialmente quelli di Macerata che ho conosciuto e con i quali ho discusso a fondo della questione. Ci hanno aiutato molto nell’opera di sensibilizzazione degli studenti liceali e anche nell’organizzazione della manifestazione del 7. Gli universitari si sono organizzati in modo pacifico e costruttivo. Non hanno semplicemente occupato, ma organizzato conferenze e lezioni alternative. Ammirevole la collaborazione tra studenti anche di diversa ideologia politica, che si stanno movendo per formalizzare proposte alternative al governo. Un ammirevole esempio di partecipazione alla cosa pubblica.”

(Francesca Eugenia Damiano)


Interviste raccolte da: Chiara Cingolani, Eleonora Foglia, Laura Marinelli

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