Sulla base delle nostre esperienze all'estero possiamo concludere che vivere in una nazione diversa dalla nostra anche per un breve periodo è una tappa fondamentale per la crescita e la formazione culturale e umana di ciascuno di noi.
La possibilità di vivere a contatto con gente diversa da te ti permette di allargare gli orizonti, di scoprire mondi e apprezzare la bellezza della multiculturalità.
Esperienze del tipo "Progetto Ulisse" e "Intercultura" sono esplicative sui reali effetti vantaggiosi che portano con sè; mentre il primo è un soggiorno all'estero più breve e quindi meno approfondito, il secondo prevede un periodo di tempo più prolungato che consente di ambientersi meglio nella nuova realtà del paese e avere una conoscenza molto più approfondita della lingua studiata.
Tuttavia, al ritorno da questa esperienze è difficile poi riadattarsi al vecchi stile di vita, al solito tram-tram quotidiano, e ci si ritrova a scuola dopo un anno che risulta inutile per il pogramma scolastico non svolto e un nuovo anno di fronte verosibilmente molto duro.
Anche se questa esperienza ti fa maturare nella conoscenza della lingua locale, non è a nostro parere indicata per chi no vorrebbe rimanere indietro con gli studi.
Per cui si potrebbe tranquillamente coltivare la lingua parlata all'estero senza il bisogno di effettuare una lunga permanenza al di fuori del nostri paese, col rischio di trovarsi un po' spaesati al momento del tanto agognato ritorno in patria! Parola di chi l'ha vissuto sulla prorpia pelle!
Matteo Portelli & Giacomo Andreani
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