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domenica 4 gennaio 2009

I HAVE A DREAM


“I have a dream”, “Io ho un sogno”, queste le parole che nel “lontano” 28 agosto 1963 pronunciava Martin Luther King durante la marcia per il lavoro e la libertà.
Chi immaginava che oggi, nel 2008, quel sogno potesse diventare realtà? Certamente non gli africani che lavoravano nelle piantagioni europee.
Eppure Barak Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America (sebbene la sua presidenza avrà inizio ufficialmente il 20 gennaio 2009). La sua vittoria ci insegna che cambiare si può, se si crede e si combatte. Questo è il grande messaggio che l’America manda a tutto il mondo, a coloro che soffrono, a coloro che combattono da anni per quello in cui credono e che stanno per arrendersi, Obama dà speranza.
Ma chi è Barack Obama? Come è riuscito a vincere? Riuscirà a cambiare l’America? A queste e a altre domande si cercherà di rispondere in questo articolo.

WHO? In effetti fino a pochi anni fa Obama era un perfetto sconosciuto, la sua notorietà esplode solo nel 2004, in occasione della convention democratica di Boston , quando John Kerry lo sceglie per pronunciare il discorso introduttivo. Ma prima? Obama si laurea in scienze politiche alla Columbia University, lavora a Chicago per un’associazione di chiese cattoliche che aiuta i residenti dei quartieri poveri, la maggior parte dei quali sono senza lavoro e vivono in case popolari. Sempre a Chicago, dopo aver studiato e essersi laureato in giurisprudenza a Harvard, dirige il Project Vote dell’Illinois, progetto finalizzato a far registrare al voto quanti più elettori possibili. Successivamente aiuta Bill Clinton nelle elezioni presidenziali e favoriscde l'elezione al Senato di Carolo Moseley Braun . Più tardi diviene senatore dell’Illinois e, dopo averla smentita più volte, dichiara la sua candidatura alle presidenziali, che, dopo una costosissima ma perfetta campagna elettorale, vince.

WHY? Quali sono le ragioni di questo grande successo? Certo, dopo l’amministrazione Bush, l’America aveva voglia di cambiare, di mostrare un volto nuovo al mondo. Chi meglio di Obama poteva rappresentare questo grande cambiamento? Certamente questa non è l’unica ragione. L’America è un paese “in crisi”: le guerre in Afghanistan e in Iraq, il disastro di Katrina, che ha messo in luce l’inettitudine del governo, e ora la grande crisi finanziaria, hanno certo giocato a favore alla vittoria del primo presidente nero degli USA.
Molto si deve anche al cambio generazionale e alla sconfitta (almeno in larga parte) dei pregiudizi razziali. Forse però la vittoria di Obama si deve soprattutto al suo grande carisma, al suo grande fascino, alla sua enorme capacità di comunicare, soprattutto coi giovani, e di appellarsi alla nazione, cui ha lanciato un grande messaggio di fiducia e di ottimismo: YES WE CAN.
Egli ha risvegliato l’anima americana, fatta di grande spirito d’intraprendenza e di patriottismo.
Come sopra accennato, gran parte del successo lo deve appunto ai giovani, che hanno costituito l’11% del suo elettorato.
La grandissima affluenza alle urne è stata scatenata dal fatto che Obama è un politico senz’altro NUOVO. Nuovo nel senso di giovane, egli appartiene alla nuova generazione. Ha abbandonato i vecchi steccati ideologici in favore del pragmatismo.
Le sue azioni sono guidate non tanto da ideologie, quanto dalla volontà di risolvere i problemi in modo efficiente, pratico, giusto e veloce.
Ma nuovo anche per quanto riguarda i suoi obiettivi, finalmente posizioni di primo piano sono date al problema dell’energia, già, qualcuno si sta accorgendo che questo mondo non è infinito e che le risorse (il petrolio, ma anche le foreste) non sono inesauribili , il problema dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici esiste ed è ora che non solo i cittadini ne prendano coscienza, ma anche chi li governa (anche se ciò sembra non succedere in Italia).

Infatti i 5 principali obiettivi di Obama sono:
o La stabilizzazione del sistema finanziario e bancario (punto di primo piano soprattutto in seguito alla crisi) .
o L’indipendenza energetica degli USA (e quindi la fine della dipendenza dal petrolio asiatico e lo sviluppo di energie rinnovabili) .
o L’assicurazione dell’assistenza sanitaria a tutta la popolazione che ne è sprovvista (50 milioni di americani infatti ne sono privi) .
o La riduzione delle tasse al 95% dei lavoratori dipendenti .
o La cancellazione di qualsiasi tassa sul reddito per coloro che guadagnano meno di 50mila dollari l’anno .

Le peculiarità di Obama sono quindi: primo presidente nero americano, primo politico post-ideologico, primo politico post-etnico, giovane e “accelerato” (dal 2004 in cui non era “nessuno” al 2008 in cui è presidente americano).
Le premesse sono buone, ma riuscirà Obama a realizzare le speranze di quanti hanno creduto in lui?
Certo è che se guiderà il paese come ha guidato la sua campagna elettorale il successo sarà assicurato. Per il resto…non c’è che da attendere.

Lucia Pallotta

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