ARCHIVIO BLOG

venerdì 9 gennaio 2009

IL VOLO DEL POETARE

SE VOLASSI
Io volavo, sì!
Volavo da quel balcone;
mi buttai e mi librai,
e prigioniero del libero vento,
tra nuvole di laetae aves;
girai tre volte sul Duomo e ...
come paride saetta scatta nel ciel,
toccato di nuvole, e ...
vidi questo mondo.

Placide foreste,
lievi ruscelli,
distesi laghi, specchi del bello,
e inconclusi mari,
vidi grandezze di uomini,
godei di gioviali luci,
piansi melodrammatiche croci,
vidi Francesca piangere Paolo,
vidi Agamennone farsi piccolo,
per piangere sua figlia.

E or che capii questo mondo,
dal grido la montagna s'infranse,
e caddi colpito,
il mio volo era finito.

Or che avevo visto la luce,
ero tornato con la mia rondinella;
ricaddi in questo mondo, duro,
ma questa luce, trafitta,
s'adagiò morente tra le cadute foglie;
la raccolsi, ma non spirò,
si ravvivò come l'altre foglie,
... e ... di luce si circondò,
il nero mausoleo di dieci dannati,
non veglierà su di loro il papavero,
nè il tulipano, nè la rosa,
ma l'amaro pianto:
coloro che nell'odio furono ...
imprigionati, ora sono sue vittime,
hanno ucciso i loro fratelli,
e altri hanno deflagrato,
le vite dei loro fratelli e ...
il fumo salì lento, ancora ...
ma ora sono liberi e voleranno,
come uccelli voleranno e ameranno, e ...
riavranno al gioventù persa.

A VAN GOGH
Lume nell'oscurità,
gioiello del pensiero,
vittima della tua forza,
nella tua gabbia intrappoli la dura realtà
e le luci con vivi colori,
tu schizzi la poesia,
e piccole parole e,
le racchiudi in luci e ombre.
La morte ti ha dato vita eterna,
la pittura ti ha dato vita,
il dramma ti ha dato ispirazione,
il duro mondo ti ha dato stimolo.
Anche tu come l'abisso,
hai trasformato le tue croci,
in perle, che ... spero,
mi diano ancora ispirazione,
il tuo dono all'umanità è giunto
e io mi unisco alla folla,
che ti loda e ...
come formica frinte alla quercia,
mi sento piccolo come i tuoi tratti di fuoco.


Dove si posa la sensibilità poetica di Valerio, illumina: chiara e piena la sua parola descrive, astrae, si interroga, evoca.
Di miti anticchi che sanno di greco e splendore, di gloriosa storia degli ammortali Napoleone, Colombo, Giovanni Paolo II, Leopardi, Van Gogh.
Troppo abbaiante è poi la bellezza della natura da non poter essere colta e sublimata in versi. Ritratta in particolari, sensibili passaggi del suo ciclico divenire, tra i versi la si sente respirare, vivere, parlare.
Nel fredddo inverno un albero, apparentemente desolato si staglia, ma una rondinella percorre il cielo e un fiore nasce "dal gelo e dalla roccia", mentre nel firmamento brilla una stella solitaria. Miracolosamente rianscono e si compiono le stagioni e con loro la Speranza. Ma ecco, il cielo si fa cupo: presto fa l'uomo a cadere sotto il peso del prorpio Fardello
"...Coloro che nel furono...
improgionati, ora sono sue vittime,
hanno uicciso i loro fratelli..." (da "Se volassi")
Un grido di invocazione dagli accenti fantastici si innalza: i toni si fanno più concitati, il carattere maiuscolo, quando c'è l'urgenza di parlare al mondo...
"Speranza nasci, risorgi, serra i ranghi,
rinforza le file, spigi il fosso alla difesa,
venga il tuo tempo,
il tuo volere sia la nostra vittoria,
polverizza il fardello nelle fiamme da cui è venuto,
getta nell'abisso il male,
ed entra nei nostri cuori e non lasciarci:
tu sei l'ultima a morire..." (da "Ma, sono veramente solo?")
Sulle ali di un libero uccello si libera il nostro poeta: ogni battito d'ali è una visione illuminante, ogni planata, una riflessione. La poesia fa volare lontano, ed alto.

VALERIO MARCONI, nostro compagno di scuola, ha già in attivo due raccolte di poesie. Con la prima " Pensieri in dieci anni" dimostra la sua precoce attitudine poetica. Una nuova maturità è raggiunta con la sua seconda pubblicazione, del 2007 " Nacqui libero come il pensiero" da cui abbiamo tratto alcune poesie.
Altre le potrete trovare nel suo blog : www.nacquiliberocomeilpensiero.blogspot.com


Martina Biondi

Nessun commento: